2010

Si è svolta a Camaldoli dall'11 al 13 giugno e ha avuto come tema Interrogarsi sulla fede e sulla chiesa.
Sono intervenuti Paolo Gamberini, s.j., e Serena Noceti.

Quando si parla di fede e di chiesa – elementi cruciali dell’identità del cristiano – si corre spesso il rischio di declinare questi temi in chiave difensiva e dogmatica.
Difficilmente si esplora l’essenziale per dirsi credenti in modo critico, dialogico, consapevole. Ancora più difficile è che queste tematiche siano discusse dalla “generazione nata dopo il Concilio”, i 25-40enni, coloro che non hanno conosciuto il fervore della Riforma ma ne hanno sperimentato l’applicazione, il tradimento, l’oblio. Una generazione in bilico, tra il già e il non ancora, tra la consapevolezza di non essere più semplicemente giovani e l’esperienza di essere considerati tali nel mondo del lavoro, nella società e nella chiesa.
L’idea di fondo è di interrogare la propria fede e la propria appartenenza ecclesiale, confrontando le proprie esperienze e mettendosi in gioco nel confronto reciproco. Parlando tra credenti ma aprendo l’incontro a chi credente non si sente più o a chi cerca di capire se può definirsi tale. Il tema dell’identità del cristiano sarà declinato approfondendo le tematiche della paternità di Dio e delle libertà nella chiesa. L’una - la paternità di Dio - è stata scelta per entrare in profondità nel mistero del Padre di cui Gesù di Nazareth ci ha parlato, colui che “si toglie”, lascia spazio affinché l’altro sia, che garantisce e protegge la sua libertà; l’altra - la libertà nella chiesa - per interrogarsi sul “credere la chiesa” soprattutto quando in essa si soffre, si dibatte, si lotta, si hanno dubbi e desideri.
La speranza per il futuro è quella di costruire un luogo di riflessione per tutti i cristiani in ricerca, soprattutto coloro che sono stati spinti dal disagio e dalla fatica a vivere ai margini della vita ecclesiale.